Le vie del Sacro nell'Acquese

Acqui Terme
Centro della città è la Piazza Italia, da cui si irradiano le principali vie cittadine. Proseguendo, si inizia la salita del Duomo, dove sulla destra è situato il Palazzo Vescovile, costruzione iniziata sotto il Vescovado di Bonifacio Sigismondi nella prima metà del secolo XV (ed ampliato dal vescovo Francesco di S. Giorgio). Conserva nella sala dell'Episcopio affreschi raffiguranti la serie dei vescovi della Diocesi acquese, una delle più antiche del Piemonte (risalente al IV secolo) e nella annessa cappella una tela di Guglielmo Caccia detto il Moncalvo, nativo di Montabone (1568-1625).
Sulla sinistra della stessa salita si trova il complesso del Seminario Maggiore del secolo XVIII con porticato interno sul quale si prospetta la cappella dell'architetto Gualandi di stile neogotico.

Il Duomo, cattedrale della Città, edificato e consacrato nel 1607 da San Guido, Vescovo e Santo protettore della città, dedicato alla Beata Vergine Assunta, è una costruzione romanica, forse su precedente tempio paleocristiano. Conserva della primitiva architettura parte delle strutture esterne, il transetto e le absidi semicircolari in masselli di pietra con monofore decorate da serie di archetti. Le absidi, sono visibili dalla via posta sulla sinistra della Cattedrale; si può notare prospiciente l'abside centrale un sarcofago in granito del secolo XI venuto alla luce in seguito ai recenti restauri.
La facciata rimaneggiata in varie epoche è preceduta da un atrio a colonne binate del '600 ed ha un pregevole portale marmoreo del 1941 di Giovanni Antonio Pilacorte, maestro campionese di Carona sul lago di Lugano, che scolpì nella lunetta un bassorilievo con l'Assunta e gli Apostoli, nell'architrave un esametro con la dedicazione alla Vergine Assunta ed i busti di San Ambrogio, Girolamo, Gregorio e Agostino.
Nello stipite sinistro San Maggiorino primo Vescovo di Acqui del secolo IV e su quello destro San Guido, Vescovo dal 1034 al 1070 che edificò la Chiesa. A fianco della facciata è il bel campanile in cotto che risale all'inizio del'400 a cinque piani con bifore e trifore a sesto acuto.
L'interno a croce latina, che mostra in parte la primitiva struttura romanica, è a tre navate fiancheggiate da due file di cappelle laterali più recenti, divise da pilastri. La navata centrale è dominata dalla grande massa marmorea dell'altar maggiore sopraelevato, decorato da rilievi del primo '500 cosi come i bassorilievi del pulpito in marmo provenienti dallo smembramento della cappella della famiglia Carmaglieri: notevoli i confessionali barocchi finemente intagliati.
Nelle cappelle attuali nella parte bassa da segnalare la prima sulla destra entrando in cui si trova un crocefisso in avorio ricavato da una sola zanna di elefante, opera dello scultore Righetti. Di fronte a sinistra entrando è la bella cappella settecentesca con al centro il fonte battesimale.
Ai lati dell'altar maggiore si trovano due cappelle settecentesche finemente decorate. Sotto il presbiterio si estende l'ampia e suggestiva cripta con un corpo longitudinale triabsidato, suddiviso in tre navatelle da una selva di colonnine. Si conservano all'interno il sarcofago di San Guido e alcuni frammenti di altare appartenenti a scomparse cappelle nobiliari del '500.
Alla destra dell'altar maggiore si aprono la Sacrestia e la Sala Capitolare dei Canonici, in cui sono conservate due pregevoli tavole: il Trittico del Bermejo detto Rubeus, uno dei maggiori rappresentanti della pittura spagnola della fine del '400, rappresentante al centro la Madonna col Bambino e il committente, nei pannelli laterali a sinistra la nascita della Vergine e sotto San Francesco, a destra la presentazione di Gesù al Tempio e il pittore; la seconda tavola (S.Guido e i dottori) è opera piemontese di influenza lombarda del '400.
Da una porticina sul braccio destro del presbiterio si accede al bellissimo chiostro dei canonici del sec. XV (a due ordini di loggiati con robusti pilastri cilindrici). Alle pareti sono murati vari frammenti architettonici provenienti da ristrutturazioni del Duomo.
Attraversando piazza della Bollente, a destra di Via Manzoni, si apre la piazzetta Massimo d'Azeglio sulla quale prospetta la Chiesa di San Antonio di stile barocco; custodisce all'interno un bel coro e nella sacrestia armadi di squisita fattura, opere d'intaglio del barocco piemontese.
Dalla sommità della piazza la Via Conciliazione conduce alla piazza S. Guido e di qui al Santuario della Madonnina, chiesa edificata nel '700 ed abbellita successivamente dal Vescovo Contratto ivi sepolto.
San FrancescoScendendo da Piazza San Guido, si giunge in Piazza San Francesco sulla quale prospetta la chiesa di S.Francesco, assai rimaneggiata con facciata ottocentesca con portali lignei del Monteverde (1837-1917). All'interno vasta navata centrale con volta a botte. Conserva due tele di pregevole fattura quali nella navata destra un'Epifania di Raffaele Angelo Boleri (noto dal 1567 al 1589) e su un pilastro della navata centrale a destra un'immacolata di Guglielmo Caccia detto il Moncalvo. Nella parte retrostante l'abside poligonale è il campanile del periodo gotico (sec.XV) con monofore ogivali.
Si prosegue nel vicolo e svoltando a destra nella Via Garibaldi si giunge all'ampia-piazza dell'Addolorata. Vi si trova l'interessante basilica di S. Pietro, l'antica Cattedrale. E' la prima Cattedrale costruita nel recinto del cimitero dei primi cristiani di Acqui all'epoca di San Maggiorino (sec. IV) ricostruita in forme romaniche, fu abbazia benedettina, successivamente abbandonata e poi ripristinata al culto all'inizio del sec.XVIII dedicandola a Maria Addolorata.
Restaurata negli anni tra il 30'e il 60' conserva dell'epoca alto medievale la parte absidale e il notevole campanile ottagonale. L'interno è a tre navate divise da poderosi pilastri quadrangolari con copertura a capriate.
L'abside mediana, sopraelevata, è alleggerita da sei nicchie a fondo piano. Nella navata sinistra è conservato un'affresco del sec. XV che rappresenta la deposizione e ai lati i primi vescovi San Maggiorino e San Tito.


La Valle dell'Erro e la Val Bormida
Cavatore - Ponzone - Cartosio - Melazzo - Montechiaro - Pareto - Spigno M. - Montechiaro Piana - Ponti - Bistagno.

Cavatore
Nei pressi del Cimitero si trova la Chiesa di San Lorenzo, con abside di epoca romanica che conserva all'interno affreschi del sec. XV. Patrono S. Lorenzo (10 agosto).

Ponzone
II paese conserva sulla piazza l'oratorio del S. Suffragio del sec. XVII che all'interno ospita una facoltà di arte sacra fra le cui opere spicca un gruppo ligneo "Visione di San Giovanni Evangelista a Patmos" dell'artista genovese A. Maria Maragliano (1664-1741) e vari lavori di intaglio appartenenti a diverse epoche.
In direzione Cartosio a mezzacosta si trova il santuario della Pieve fondato nel sec. XI ma parecchio rimaneggiato nei secoli XIV e XVII. La facciata conserva il portale barocco della metà del '600 e nell'interno agli altari belle tele di scuola piemontese e ligure. A fianco sul pendio di una collina caratteristica Via Crucis.

Cartosio
Chiesa parrocchiale di Sant'Andrea del 1600, poco ad est sorge la frazione Saquana, sulla strada che conduce alla Pieve di Ponzone.

Melazzo
Castello cinto da alte e robuste mura parecchio rimaneggiato e trasformato. Fu dei Conti di Acquesana che diedero alla Chiesa di Acqui il Santo Guido. All'interno della Cattedrale una lapide ricorda che qui rimase nascosto (1330-1333) Edoardo II Plantageneto re d'Inghilterra dopo la sua deposizione.
La parrocchiale barocca conserva all'interno una tela del Moncalvo e altre buone tele. Attiguo è l'oratorio di S. Pietro martire dell'epoca barocca.

Arzello(frazione di Melazzo)
In campagna in Località Gaini si trova la Chiesa romanica di San Secondo che sarebbe da collegarsi all'azione di riorganizzazione della diocesi operata dal Vescovo Guido nel corso del sec. XI. L'elemento qualificante della chiesa è senza dubbio la bellissima abside semicircolare in conci di pietra locale tagliati in modo accurato su cui aprono tre monofore. All'interno, costituito da un'unica navata, sono visibili ai fianchi dell'altare maggiore quattro semicolonne con capitelli cubici che separavano il presbiterio dalle cappelle.

Montechiaro
Conserva la bella chiesa parrocchiale tardo rinascimento con all'interno un rustico pulpito ligneo della stessa epoca e una bella acquasantiera. Patrono San Giorgio (24 aprile).

Pareto
II paese si addensa attorno all'antico corpo del Castello degli Spinola sec. XIV con a fianco la bella chiesa parrocchiale di San Pietro del '600 con la mossa facciata in barocco ligure. Giovanni Guasco, maestro intagliatore e scultore, realizzò, verso la fine del 1500, il portale che sta sul fianco della costruzione.

Spigno Monferrato
Nella parte alta del paese è la parrocchiale settecentesca di San Ambrogio con a fianco gli scarsi avanzi del castello. Presenta una composta facciata in stile toscano rinascimentale. Patrono S. Ambrogio (7 dicembre).
A pochi chilometri da Spigno, ai limiti di un'altura a strapiombo sulla Bormida, si trova l'Abbazia di San Quintino del X secolo, gioiello architettonico medievale. L'abbazia fu voluta da Oddone, figlio di Aleramo, quale atto di devozione cristiana per la salvezza dell'anima del defunto padre.

Montechiaro Piana
Nella chiesa è conservato il fonte battesimale ad immersione, vasca in pietra monolitica, appartenente alla pieve romanica campestre.

Ponti
II borgo è ai piedi di un poggio su cui sono i ruderi del Castello dei Carretto e di una chiesetta (ex parrocchiale dell'Assunta) che congloba un bel campanile romanico. Patrono San Sebastiano (20 gennaio).

Bistagno
La Parrocchiale barocca di San Giovanni Battista con protiro in facciata su colonne fiancheggiata da un campanile romanico-gotico cuspidato. Conserva nell'interno Madonna con bambino, gruppo marmoreo di G. Monteverde.

Visone - Morbello- Prasco - Morsasco

Visone
Antichissimo borgo feudale le cui prime notizie risalgono al sec. X. Nel cimitero vi sono gli avanzi di una abside romanica appartenente ad una chiesa dedicata a San Pietro (sec. XI).

Morbello
Le chiese più antiche dell'insediamento sono S. Sisto in Fraz. Piazza, di chiara fattura romanica e Santa Anastasia in Località Valnazzo a cui facevano capo nell'antichità anche i Comuni di Cassinelle e Cremolino.

Prasco
Presso il cimitero Pieve romanica di San Nazario e S. Maurizio risalente al sec. XII.

Morsasco
Nei pressi del cimitero è la chiesa di S. Vito, romanica, con affreschi del sec. XIV, tra cui S. Vito ed altri Santi e una Madonna con bambino.

Alice Belcolle - Ricaldone - Cassine - Rivalta B. - Castelnuovo B.- Sezzadio - Osara

Alice Belcolle
Parrocchia di S. Giovanni Battista con pregevole pulpito ligneo ed altare maggiore del sec. XVIII.

Ricaldone
Parrocchia di epoca cinquecentesca con interessante portale barocco e un bell'altare rinascimentale in fondo alla navata sinistra ed il campanile, nella parte bassa, medievale.

Cassine
II suo centro storico è uno dei più ricchi di sopravvivenze del passato di tutto l'Alessandrino; l'edificio di culto più antico del centro è la chiesa di S. Giacomo attestata nei documenti ufficiali solo nel 1403, ma attribuita, grazie all'analisi mensiocronologica, al XII-XIII sec.; della veste originaria conserva la monofore e gli archetti pensili tipici dello stile romanico del Monferrato. Molti gli interventi successivi; il campanile viene eretto nel corso del XV sec., il portale classicheggiante è un intervento del 1548, a seguito di un terremoto nel 1644 vengono innalzati i due contrafforti in facciata e nel 1680 viene rifatta l'abside e viene ridipinto l'interno in rosa e azzurro (della veste barocca si segnala la tipica volta a ombrello).
Il complesso conventuale gotico di S. Francesco sito nella piazza principale dell'antico borgo, piazza Vittorio Veneto, dirimpetto al Palazzo Comunale merita una menzione particolare. I Francescani, per la precisione i Minori Conventuali, sono attestati a Cassine già nel 1232 da un lascito testamentario, ma solo attorno al 1280 la comunità concede loro lo spazio dell'antica chiesa di S. Michele de Castro per erigere il proprio convento e l'annesso luogo di culto. Attorno ai Frati si stringe presto la comunità cassinese come dimostrano gli oratori di S. Sebastiano, della SS. Trinità e di S. Antonio Abate eretti tutt'intorno a partire dal XVI sec.
I Monaci reggono il convento fino a epoca napoleonica; ritornano solo dopo la Restaurazione, vengono poi sostituiti dai Padri Cappuccini e infine, dopo il 1860, il complesso diviene di proprietà comunale. Dell'edificio originario, concluso attorno al 1330-1350,si è recuperato gran parte dell'impianto architettonico a 3 navate con volte a crociera costolonate grazie ai restauri degli anni '20 che lo hanno liberato dagli interventi settecenteschi. L'originaria facciata a capanna è stata modificata, dapprima, con l'aggiunta di una quarta navata, a partire dal XV sec., destinata ad ospitare le cappelle della famiglie nobili, poi con il sostegno dei due possenti contrafforti eretti a seguito del terremoto del 1644 e, infine, con l'apertura del portale minore a seguito dei rifacimenti eseguiti per festeggiare l'arrivo nel 1713 delle spoglie di S. Urbano cui viene dedicata la cappella a destra dell'altare maggiore. Della decorazione pittorica trecentesca rimangono il fregio cosmatesco che orna i costoloni e le volte e pochi frammenti su alcuni pilastri e nella cappella a sinistra dell'altare maggiore; di notevole pregio sono, però, gli affreschi quattrocenteschi della cappella Zoppi che illustrano le storie di S. Giovanni Battista. Del convento, oggi adibito a sede scolastica, è in corso di recupero la sala capitolare che conserva affreschi trecenteschi raffiguranti una crocifissione, due Madonne in trono e una teoria di santi.
La chiesa è visitabile nel pomeriggio delle domeniche e festivi dei mesi di luglio, agosto e settembre. Per altri periodi rivolgersi al comune di Cassine tel 0144-715151.

Rivalta Bormida
Chiesa parrocchiale di S. Michele di origine romanico gotica, ma trasformata in epoca barocca e l'oratorio di S. Domenico con bell'impianto seicentesco e buone tele agli altari.

Castelnuovo Bormida
Di fronte al castello, sulla piazza, è la cinquecentesca chiesa della Madonna del Rosario che ha un bel portale del 1584. All'interno affreschi del 1600 con due figure di Santi, sulle pareti laterali, di scuola piemontese. La parrocchiale, con la facciata ed il campanile barocchi, conserva l'antica ossatura romanica, interessante è la Cappella barocca di S. Feliciano con marmi policromi.

Sezzadio
II borgo si contraddistingue per essere stato sede in passato di importanti abazie. Si ricorda il complesso di S. Stefano fondato nel XI sec. da monaci benedettini provenienti da Genova, oggi però molto rimaneggiato; l'abside in origine semicircolare, ora rettangolare conserva una Crocifissione attribuita al XIV sec. mentre la facciata è stata rifatta nel corso del XVIII sec.
Di notevole importanza e potenza è stata l'abazia di S. Giustina; fondata da Liutprando, re dei Longobardi, in VIII sec. d.C., viene ricostruita e dotata di notevoli proprietà dopo il 1030 dal marchese Ottoberto della dinastia aleramica che l'affida ai monaci benedettini. Dell'edificio romanico originario rimangono, esternamente, la facciata a salienti e gli archetti binati sostenuti da lesene che ornano l'intero perimetro, internamente, la planimetria a tre navate con possente transetto, il presbiterio rialzato e la cripta sottostante. Nella seconda metà del XV sec. la copertura a capriate lignee viene sostituita da volte a crociera, i pilastri rettangolari vengono rinforzati da semicolonne e vengono aggiunti i pinnacoli esterni e la torretta in facciata.
Santa GiustinaA fine XV sec., dopo tré secoli di gloriosa storia e considerevole peso politico, l'abazia perde l'autonomia e i beni passano in commenda.
In epoca napoleonica la chiesa viene trasformata in granaio e suddivisa in più piani; l'intonaco e la calce cancellano quasi interamente la decorazione pittorica. Nel 1863 il complesso viene acquistato dal senatore Frascara che realizza l'attuale villa sulle macerie del convento e, soprattutto, inizia il recupero della chiesa, completato in questo secolo per volontà della figlia. L'interno, nonostante il restauro, rivela ancora le tracce delle manomissioni e degli sventramenti; tuttavia, si è recuperata la decorazione dell'abside eseguita nel XV sec. con storie della Passione e il Giudizio Universale, parte di quella del transetto nord con storie della Vergine del XIV sec. e tracce di un fregio decorativo con velario sempre in questa zona, unica testimonianza della decorazione di XI sec. Tra gli aspetti meglio conservati si ricorda il pavimento musivo della cripta realizzato in tessere bianche e nere e decori geometrici e floreali terminante con una scritta che, in latino, ricorda l'intervento d'Otoberto.

Orsara
Chiesa dell'Annunziata con abside romanica.